07/07/2008
05:13

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e fu sera e fu mattina

ombreggiato da pru in: architetttura, desperate architect
ho perso il conto del tempo che è passato dall'ultima volta che ho visto l'alba.

a scopo architettonico.
giuro che la prossima volta avrò motivi migliori.

domani sarà l'ultimo giorno di passione per questo esame.
ho i pensieri veloci, la testa leggera e le mani lente.
è ora di andare a dormire, prima di vanificare questa notte di lavoro con una qualche cazzata (è stato così tutte le sere),

punto.
e a capo.

(ho riascoltato tutta la terza serie delle mie casalinghe preferite. le care, vecchie abitudini di cui qualcuno ancora si stupisce. -ciao riga-)

raggiungo il marito nel sonno dei giusti, nella nosta camera dal profumo di appretto.
02/07/2008
18:23

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does anybody love p?

ombreggiato da pru in: desperate architect

I am
π

Everyone loves pi

_

what number are you?

meraviglioso. mi sarei accontentata di un qualsiasi numero naturale (tipo il 7, come chiunque al mondo).

(che poi sarebbe π, ma splinder non riconosce il carattere. quindi tutti amano p. tranne splinder)

(e l'orrido assistente del laboratorio di progettazione, maledetto.)

(aggiornamento: almeno splinder ora ama p. l'assistente ancora no, mi sa.)

17/06/2008
22:58

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i feel blue(berry nights)

oggi sono tecnicamente incazzosa.
la differenza fra la pru odierna e quella di qualche anno fa è che quest'ultima avrebbe cercato (e indubbiamente trovato) valide ragioni per scatenare la furia distruttrice su qualche (colpevolissimo) malcapitato.
quella di oggi, invece, constata il suo stato, lo prende come una fastidiosa influenza passeggera e cerca sollievo in una cura sperimentale a base di shopping (con scarsi risultati) o nella visione compulsiva del VIllaggio di Hello Kitty. funziona, chetelodicoaffare.

ah. allevi è veramente altissimo. ma non suona dal vivo. secondo me allevi è un fake di se stesso.
ah secondo. chiunque non abbia ancora visto My Blueberry Nights del buon Kar Wai lo recuperi subito, se si vuole almeno un po' di bene.






(ah. dice che sono intellettuale e individualista. Jung, intendo)
06/06/2008
21:12

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tesori di famiglia

mia nonna mi ha lasciato un'eredità e non lo sapevo.
credevo che di lei mi fossero state tramandate le mani, che tutti mi dicono essere uguali alle sue, una certa somiglianza nel viso e nel carattere, e il nome (pesante fardello negli anni giovanili, gioiello di famiglia oggi).

ciò che più mi sbalordiva di mia nonna era la capacità di far crescere e fiorire qualsiasi tipo di pianta.
lei raccoglieva un paio di bacche ai giardini, le piantava, e ne ricavava siepi affollatissime. staccava un rametto da un rosaio, e ne nasceva un altro meglio di quello originale.

per mia nonna i fiori si innamoravano fra loro, e ne nascevano fiorellini con i colori mischiati, screziati.

mio padre ha raccolto l'arduo compito dopo mia nonna, aiutato da mia madre. a mio padre piacciono le cose strambe, quindi oltre alla tradizione delle rose, che mia nonna amava quanto i figli e poco meno dei nipoti, ha sperimentato il Dono con zucche ornamentali e alberi che danno pesche, albicocche e papaya (tipo)  dallo stesso unico tronco. e ogni volta che torno a trovarli, dopo aver salutato loro e micè, devo fare il consueto giro per il giardino in cui mio padre mi mostra e fa salutare i nuovi fiori.
ho sviluppato così una certa simpatia nei confronti di ciò che cresce e fiorisce dalla terra.

una simpatia non contraccambiata.

non riesco neanche a far sopravvivere l'erba gatta.
ho l'abitudine di adottare piantine spelacchiate nei supermercati. vedo questi vasetti di rose lillipuziane (così si chiamano), e le prendo con me.
ne ho sterminate a decine, in realtà, e non solo rose. ricordo ancora il povero geranio Gervaso, che venne a stare da me quando mi trasferii a Ferrara. un geranio alto circa un metro, florido e spavaldo. ne restituii ai miei le spoglie mortali ridotte a due rametti secchi secchi con un'ultima foglia verde.

per gli animi più sensibili ci tengo a precisare che i miei riuscirono a resuscitarlo e tuttora Gervaso gode di ottima salute in terra trentina.

giusto da bambina ero riuscita a far crescere una piantina di menta rubata dal giardino della mia scuola elementare. invase buona parte del balcone. ma forse mia nonna la curava di nascosto, ho sempre sospettato.

pensavo quindi che il Dono, questo piccolo miracolo che mia nonna prima e mio padre poi sono sempre riusciti a compiere, non mi riguardasse.

in questi giorni mi sto convincendo del contrario.
stavo vedendo spegnersi piano piano l'ennensima rosa lillipuziana, quando mio padre mi ha regalato alcuni dei segreti di famiglia per far prosperare le rose.

li ho messi in pratica, con un certo scetticismo, su questa povera pianta ridotta a una decina di foglie secche e tre fiorellini incartapecoriti.

da una settimana è tutta un generarsi di germogli e una rosa, l'unica superstite, è sempre lì, che sembra quasi finta, ma lo giuro, è vera.

forse ho davvero le mani di mia nonna, pollice verde compreso.

credevo di essere in grado solo di essiccare egregiamente, rendendoli eterni e immutabili ma sterili, fiori di ogni tipo.
scopro, ora che sono (forse) diventata grande, di saper anche farli crescere.

e mi rendo conto che non vale solo per le piante.

c'è chi è destinato a seguire il vento del Nord quando comincia a soffiare, e chi a stabilirsi in un posto e farvi crescere rose.
03/06/2008
18:53

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banalità piovose

non ho mai amato elemosinare attenzioni.
non ho mai accettato carenze d'affetto.
e non sono mai cambiata.

detto questo.
il progetto è definito.
devo "solo" metterlo in bella, e due settimane mi separano dalla consegna.

e se la norvegese di casa la smettesse di dormire sul plastico 1:500 gliene sarei pure grata.
e tu hai sempre ragione.
e ti amo per questo.
(e per tutto il resto)

bah, che troiaio di post.


boomp3.com
26/05/2008
12:12

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Montmartre Mon Amour




la fine di ogni viaggio insieme mi ha sempre trovata entusiasta di tornare alla vita consueta, per quanto felice fosse stata la lontananza da casa.

stavolta non sarei tornata.
al limite, avrei insegnato alle gatte a dire "Je suis Catherine Deneuve".
16/05/2008
23:57

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(quasi) 19 maggio

comincia domani la nostra fuga a Montmarte.

ho sempre detto che mi sarebbe piaciuto tornare a parigi e fregarmene di musei e champs élysées, e rifugiarmi sulla collina del sacre-coeur.

da quando ho conosciuto Lui, ho imparato che tutti i miei sogni, prima o poi, si realizzano.
questo, a (quasi) un anno dal nostro matrimonio. il migliore di tutta la mia vita.

e ora, se l'euforia paradossa e irrefrenabile di questi giorni si placa, ci concederemo una manciata di ore di sonno prima del volo.

lo dico?
sono felice.
15/05/2008
22:32

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lei è viscerale

ombreggiato da pru in: amiche
che poi uno le cose migliori se le tiene nel cuore, e un po' per pudore, un po' perché spesso la parola è davvero poca cosa, va a finire che non le dice.

oggi la mia vita si è arricchita di una persona che in poche (cinque, circa) ore mi ha regalato un mondo. letteralmente.

quando apri a qualcuno le porte di casa tua, gli apri anche quelle della tua vita.
io avrei voluto che non andasse più via, dopo il suo ingresso in entrambe.

la scoperta di parlare la stessa lingua, su sfumature simili, e la sensazione, davvero, di capirsi.
e studiarsi curiose.
ho trascorso un pomeriggio incredibile, viaggiando dal mercato dei fiori di londra ai fiordi di bergen, e conosciuto persone, nei suoi racconti, incredibili. le persone e i racconti.

e scoprire in un giorno di volerle bene. che pare banale, con una persona che conosci (sebbene discontinuamente) da diciannove anni.
ma non è così. io l'ho conosciuta oggi, e non cercavo in lei nulla di familiare (escludendo occhi, naso e capelli e mani)

vorrei avere almeno una foto da postare, da guardare, di questa giornata incredibile. ma l'unica ad averne scattate, approfittando di una mia momentanea assenza, è lei. io sono stata abbandonata dalla SD della mia Nikon.
lei, con la sua emotional appendix, si aggirava per il mio salotto, curiosava fra i titoli dei libri sopravvissuti al trasloco, e mi prometteva di regalarmene uno. io, invece, le promettevo il dvd di Across the Universe, dimenticandomene poi clamorosamente al momento di accompagnarla in stazione.

avremo occasione.
mi piace.

14/05/2008
19:57

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marinella

ombreggiato da pru in: amiche, being bree van de kamp
domani sarà ospite da me per pranzo una mia carissima amica di cui poco tempo fa avevo parlato, in occasione della pubblicazione del suo libro fotografico.
non la vedo dall'agosto del 2000.
sono emozionata, e curiosa di scoprire la donna che è diventata.
il mondo visto dai suoi occhi lo conosco nelle sue foto, talvolta anche gli occhi stessi, ma quello che c'è dietro, quello vorrei tanto vederlo.
domani.

10/05/2008
23:08

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tela e pennello

e così l'ho rifatto.
dipingevo, un tempo. in realtà l'ho sempre fatto, fin da piccola. e dipingevo quando ero felice, dipingevo quando ero disperata, dipingevo a prescindere dal mio stato d'amimo, e in funzione di esso.
somiglia molto a una supercazzola, in effetti. ma così è andata.
poi ho smesso.
di colpo.

[mi sono arenata su una nave con la chiglia incastrata nella roccia, che pure tentava di librarsi verso un inverosimile tramonto. e no, non è metafora, è esattamente quel che stavo dipingendo. e forse il quadro, quello sì, era una metafora.
mai finito. interrotto. meglio così, davvero.]

e poi non ho più dipinto.

fino a oggi.

sarà stato il ritratto che ho fatto a simo qualche mese fa, o forse quello che ho regalato alla di lui mamma
(questo, per la precisione) stamani per l'omonima festa.

insomma. oggi ho cominciato il nostro primo ritratto a olio.
e mentre stendevo a pennellate il colore, e respiravo dopo tanto il profumo intenso dell'olio, ho sentito di nuovo un brivido. vero. e la tentazione maledetta di fare questo per tutta la vita.

poi passa, per fortuna. così com'è passato, dopo otto anni, per il clarinetto.

lo dicevo, a simo.
io non ho mai smesso di fumare. semplicemente, non ho mai avuto la costanza necessaria da prenderne il vizio.
07/05/2008
23:53

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ventiquattr'ore, venticinqu'anni

dico solo che è stato il compleanno più bello di questi ultimi venticinque anni
da mezzanotte a mezzanotte, un susseguirsi di festeggiamenti e sorprese e regali.
sono stata sommersa di affetto.
magari domani racconto qualcosa di più.
ora devo godermi questi ultimi minuti di settemaggio.

04/05/2008
00:04

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ottimi ospiti

fagottini di pasta sfoglia ripieni di pecorino e pere
risotto ai gamberetti e pere al cognac
tortini di capesante al forno con pecorino tartufato
schiacciata alla fiorentina
acquavite alle pere servita in bicchierini di cioccolato fondente.

serata deliziosa. cena deliziosa. compagnia deliziosa.
le gatte si sono comportate benissimo per tutto il tempo (i troiai li fanno quando non abbiamo ospiti, almeno).

manca solo un sonno perfetto a chiudere questa giornata perfetta.
siamo ottimi ospiti, abbiamo avuto ottimi ospiti.

soprattutto
abbiamo ottimi amici

(tra l'altro. habemus ariam conditionatam!)
03/05/2008
23:53

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la casa del ladro

Così entro di nascosto come un ladro nella casa del ladro
Mi guardo intorno nella casa del ladro: è tutto rubato
Pure l'aria che adesso respiro con il fiato corto
è frutto di un furto.

Quando un ladro trova un ladro dentro casa non è mica contento
E difatti quel ladro mi vede e mi dice: "stai attento"
Lui mi dice: "guardami bene, io non sono ladro soltanto.
Io sono il padrone."

Non sappia l'occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino.

Ma io dico che suonare un sonaglio davanti un serpente
Io dico che pure il serpente, pure quello, si pente
E capisce che sputare veleno per tutta una vita
non è servito a niente.

Ma il padrone è una cosa diversa, è uno strano serpente
Il padrone è una cosa diversa, è una bestia curiosa
Lui comincia succhiando il latte da quando è bambino
Ma poi succhia ogni cosa.

Non sappia l'occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino.

E difatti alla fine il padrone è una specie di ladro
Solo che quando ruba il padrone non è mica reato
E anche quando che viene arrestato il suo alibi regge
Perchè lui è la Legge.

Così entro di nascosto come un ladro nella casa del ladro
E quel ladro mi dice che lui non è un ladro soltanto
Ma neanch'io sono un ladro gli dico e così mi avvicino.
Io sono un assassino.

E così sotto il cielo turchino c'è un padrone di meno.

Emanuele Filiberto di Savoia ha recentemente dichiarato che "L'Italia è un paese pronto per una monarchia costituzionale". In considerazione di questa dichiarazione del principe, volevamo dedicare questa canzone a Gaetano Bresci, tessitore, anarchico e uccisore di re.


Non sappia l'occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino.



amo quest'uomo. infinitamente meno di mio marito, ma infinitamente più di tutti gli altri.
lui è saggio. lui SA.
01/05/2008
23:43

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maggio è rosso di rose e bandiere

ombreggiato da pru in: foto, home sweet home, rosso
questo primo maggio lo ricorderò sempre.
Grande Musica.
il concerto condotto da Santamaria (santosubito) fa sentire a casa. allora quelli che la pensano come noi ci sono e sono tutti lì, non sono spariti. bene, sospiro di sollievo.

abbiamo ballato dalla finestra del salotto al frigorifero in cucina (che saranno tipo sei metri. forse). simone ha cambiato le corde a tutte le sue chitarre  (e le bustine Ernie Ball sono bellissime). e suonava con i musicisti sul palco di piazza san giovanni. io sono stata colta dalla fregola clarinettista, e l'ho placata lucidando tutte le chiavi d'argento del mio clarinetto, che ora splende di luce propria.
molte parole sottovoce, oggi. alcune urlate (la premiata ditta Danno&Fastidio delle nostre gatte non fa festa neanche il primo maggio). molte cantate.

abbiamo bevuto verdeca.

siamo felici.
oggi sono in pace con me, con le cose e con le persone.
(e con le biblioteche di cartonlegno)
buon primo maggio a tutti, a quelli rossi e a quelli rosa.

29/04/2008
21:33

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addio colli, sorgenti dall'acque

ombreggiato da pru in: ricorrenze, foto, puglia, genitori, nonna, marito amorevole

Tu proverai sì come sa di sale
lo pane altrui, e come è duro calle
lo scendere e 'l salir per l'altrui scale


il sapore del pane è forse l'unica cosa che mi manchi della puglia.
a tutto il resto non ho fatto in tempo ad abituarmi, nella manciata di anni che ci ho vissuto. per fortuna, aggiungerei.
non è cattiveria gratuita, ma frutto delle lunghe conversazioni srotolate per quei settecento chilometri nelle otto e più ore del viaggio di andata (terminate con l'arrivo alle 4 del mattino, celebrato dalle foto sulle murge al chiar di luna, e un freddo alpestre). semplificando, quell’assaggio di vita mi ha preparata al relativismo. così, di ogni terra in cui ho vissuto, ho potuto scegliere cosa prendere e cosa no. Simone dice che di pugliese non ho nulla, se non qualcosa nell’anima, un amore per le cose semplici e per la musica che viene dalla terra.

settecento chilometri di parole in un viaggio per festeggiare i sessant'anni di matrimonio dei nonni.

in puglia c'è un vero e proprio culto per la sorpresa. tutto deve sorprendere. ti metti a tavola e chiedi "cosa c'è per pranzo?" "mah, avanzi" e poi tirano fuori la più incredibile teglia di pasta al forno mai vista.
ecco, il ramo pugliese di questa famiglia funziona così.

sicché ai nonni è stato taciuto del nostro arrivo fino a quando, sulla strada per la chiesa, non ci hanno fatti sbucare da un angolo con un enorme fascio di rose. nonni commossi, parenti entusiasti per la sorpresa riuscita.

sono stati tre giorni pieni, pienissimi, come noi alla fine di ogni pasto.
giorni pieni di foto alle gravine, ai nonni ballerini, alle grotte di castellana (viste tre volte in vita mia: alla mia nascita ma dall'ospedale, in occasione dell'acquisto dell’abito della mia prima comunione, e oggi, sposata con al seguito genitori, zii e cuginetta undicenne adoratrice di hannah montana e dello shopping. "cosa vuoi fare da grande?" "la teen-ager" la sua risposta. ma la adoro, e non posso farci niente.)

il mio parentado lo assaporo così, sporadici bagni di folla. ho così tanti parenti che alcuni li ho conosciuti in questa occasione. ho così tanti parenti che per parlare di tutti loro dovrei aprire un altro blog.

ma, che lo dico a fare, sono stata bene. benissimo. e non dimenticherò mai la felicità del nonno mentre mostrava a Simone le enormi cantine di tufo della sua casa, spiegandogli a cosa serviva ogni vasca e ogni pertugio. mai visto sorridere così tanto da quando lo conosco. il nonno, intendo.

 

la puglia è bella di questi tempi. il grano ondeggia verde, e sulla strada del ritorno sembrava rincorrerci e salutarci, come nei vecchi film. i muretti di pietra non sono troppo diversi da quelli irlandesi, ma sono somiglianze che avevamo notato già due anni fa, prima ancora di vederla, l’Irlanda.

 

la puglia è quel che non ho mai avuto. e quindi voluto.
o forse viceversa.

ma ogni volta che ci vado ho una rosa da portare. a una donna col mio nome, che sorride come ha sempre sorriso, e che mi mancherà sempre.

  



(In realtà mancano in questo resoconto le faide familiari, gli incontri dopo quindici anni, gli zii affettuosi e quelli scherzosi, i mille –nove, in realtà- cugini, i ragazzetti che ballavano in modo imbarazzante ignobili balli di gruppo e latino-americani, ma per alcune di queste cose ci sarà tempo, per le altre non ne vale la pena).

17/04/2008
14:19

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seddiovòle

ombreggiato da pru in: ferrara, architetttura, la bella firenze
la mia pratica di trasferimento dall'ateneo ferrarese a quello fiorentino è andata a buon fine. (9 mesi. pure i figlioli talvolta ci mettono meno)
domani mattina posso passare a ritirare il mio libretto.
e finalmente saprò quanti esami mi hanno convalidato.

incrociamo le dita.
15/04/2008
12:38

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the day after

ombreggiato da pru in: rosso, accidenti varii
MA PERCHE' tutti si rallegrano della presenza di soli tre partiti in parlamento?
se ce ne fosse uno solo sarebbe pure meglio, secondo questa logica.

questa legge elettorale è antidemocratica, e se prima tutti erano concordi su questo, ora che hanno comunque una poltrona sotto le chiappe dicono che tutto sommato è meglio così.

io ho votato, ho esercitato il mio diritto, ho risposto al mio dovere, e non sono rappresentata in nessuna delle due camere. e come me il restante 3.5% dell'Italia votante (non voglio sprecare una parola su chi non vota. ci sono altri modi per rendere noto il proprio dissenso. chi non vota non esiste.)
il 3.5%, come dire un milione (e qualcosa di più) di teste, di speranze, di idee.
siamo pochi, forse.
ma se in un paese democratico un milione di persone non ha voce in capitolo, forse il paese non è così democratico.

adesso che la delusione e la rabbia sono passate in secondo piano, sento solo un bisogno maggiore di partecipazione.

se non siamo in parlamento, saremo nelle piazze.
14/04/2008
23:02

commenti

un fascista, un criminale e un cerebroleso sono su un aereo..

mi ripeto, ma santiddio, è imbarazzante.
mi consolo dicendo che i buoni prima o poi vincono, sempre (ma quali buoni? eccolo il problema).
non trovo niente di positivo in questa giornata dal sapore di tachipirina. (per non dire altro).

vedo la mia vecchia conoscenza Giorgino Mulè, attuale direttore di Studio Aperto, accogliere e riportare con placida soddisfazione i risultati elettorali.
mi stava più simpatico quando anni fa mi minacciava di tagliarmi le mani per un giro di Scala Quaranta in un hotel della Val Pusteria (lo so, sembra un incubo, ma è accaduto realmente. altra storia. ma avrei altri aneddoti da raccontare su quell'omino rubicondo, che nella realtà è più simpatico e più stronzo che sul video. ma altrettanto berluschino. ciao Giorgio, se passi di qua).

vedo Tremonti, che sotto sotto lo so che coltiva ancora il sogno di vendere la Sardegna per sanare il debito pubblico.

vedo Bossi, ma non capisco cosa dica. chissà che mi perdo.

vedo Gasparri, ridanciano e alticcio, parlare di forchette (o porchette, ormai non capisce più se si stia parlando delle proiezioni o se l'exit-poll sia una succulenta sagra lumbarda)

vedo Dini, lì un po' defilato, ché "magari non si ricordano che fino a ieri stavo dall'altra parte. e prima ancora no. e poi sì. e poi no".

MI. SENTO. MALE.
il nano di gomma è tornato.
14/04/2008
18:03

commenti (8)

numeri

ombreggiato da pru in: rosso, accidenti varii
mi mordo la lingua e sto zitta.
e aspetto.

se i numeri fossero confermati, significherebbe che siamo un popolo masochista, e che meritiamo tutto lo schifo in cui sguazziamo e di cui amiamo lamentarci.

e voglio i nomi. sì, voglio i nomi di tutte quelle [rettificato perché non politicamente corretto] [anzi no] teste di cazzo che ancora non hanno capito che mettere la croce su quel nome non significa, purtroppo, mandarlo al camposanto, ma mandarci i nostri diritti.
i nomi, voglio. tutti.
e gli alberi genealogici, ché voglio risalire con le imprecazioni fino ai bisnonni.

(e poi, rendiamoci conto. in lombardia la Lega ha il 20% al senato. come a dire che uno su cinque. )

i nomi, perdio!
10/04/2008
16:06

commenti (4)

metti un pomeriggio che piove

mettici un live di ben harper a coprire il rumore della pioggia
metti caso che l'abituale troiaio felino che riempie questa casa si plachi.