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AndTheNightsBefore
ombreggiato da pru alle 16:27 di 28/09/2006

in facoltà a progettare aeroplanini di carta.

lo so, detta così pare una cazzata, e che gli architetti, anche quelli wannabe, siano dei cazzari. lungi da me il voler smentire tale convinzione.

ma ora sto progettando un aeroplanino di carta, che un giorno dovrebbe diventare una scuola materna. credo di aver avuto una buona idea. (a dirla tutta, oggi pomeriggio l'ho definita geniale. ma qui voglio essere modesta, e dire solo che potrebbe rivelarsi piuttosto buona.)

dalla vetrata che conduce al giardino della mia facoltà entra odore di erba tagliata. è buono. e nelle orecchie musica figa e varia (dai blockhead ai vecchi archive di londinium). pomeriggio di ordinaria creatività. e mi stupisce sempre come questa passi necessariamente da rigorose linee geometriche.

la negazione del binomio genio e sregolatezza.

mi piace pensare che magari davvero dentro questo aeroplanino di carta un giorno possano gironzolare bambini, che magari raccontano alla zia che viene da lontano "sai che vado a scuola in un aeroplanino blu?"

sì, perché è blu. ora sembrerà ancor meno probabile, lo so.

ma questo pomeriggio naif, a progettare aeroplanini blu col profumo di erba tagliata un po' mi rimette in pace col mondo. sento il controllo di quello che studio, e sento che ha un senso. che non ho sbagliato.

ho sempre temuto di aver intrapreso la strada sbagliata. i taccuini dei miei colleghi sono pieni di  linee e volumi. i miei di parole. qualcosa non quadra. ma in pomeriggi come questo mi rendo conto che in fondo può andar bene anche così. e una scuola che nasce da un aeroplanino di carta potrebbe non essere poi un'idea così assurda. o esserlo abbastanza da potersi attribuire a un architetto.

(wannabe)

(with  you)

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ombreggiato da pru alle 21:42 di 27/09/2006

Quando un uomo ha grossi problemi dovrebbe rivolgersi ad un bambino; sono loro, in un modo o nell'altro, a possedere il sogno e la libertà.
Fjodor Dostoevskij

Un uomo nell'ingegno, nella semplicità, un bambino
Alexander Pope


Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi
Pablo Picasso

(laboratorio di costruzione architettonica work in progress.anche se non si direbbe)

una giornata che sancisce l'entrata nell'anno accademico a pieno regime, con i giorni monopolizzati dalle lezioni dalle 9 alle 8 di sera e le partenze coi treni al mattino presto, o la sera prima.
serata casalinga. il dottor gregorio casa unica compagnia, e qualche videochiamata (mioddio, sono uno spot della maledetta 3).

forse domani vedo la mia migliore amica di quando avevo 6 anni. ma anche 11. insomma, l'età scolare della beatitudine, di quei tempi in cui uno zainetto leopard era più figo di uno invicta. ora ovviamente sono improponibili in egual misura. eastpack.
(o ce n'è altri? ormai sono vecchia, e non frequento più gli ambienti liceali)

(quanto sono noiose le cronache di quotidiana banalità sui blog. sul blog bisogna essere  ironici, sagaci, perspicaci, salaci, mordaci, audaci.

va bene, questo mio rischia di non esserlo).

siamo nella mezza stagione che non esiste più, la mattina è freddo, il pomeriggio è caldo, la sera si ghiaccia. sono nel periodo dei luoghi comuni crudeli, tipo chi ha tempo non aspetti tempo, e delle palesi cazzate tipo lontano dagli occhi lontano dal cuore.

miffy mi guarda vacua, carina e coccolosa dal comodino, testimone di tempi più felici, compagna di tempi cupi. unica testimone del mio attuale abbigliamento maglietta-perizoma(grazie a "la pupa e il secchione" conosco finalmente la differenza fra tanga e perizoma)-calziniarighe. mi nutro di latte e cereali. studio le mani per un progetto architettonico.

che vitaccia.

sono arrabbiata. non ne ho motivo, scorre tutto come deve, come voglio. ma oggi sono arrabbiata e voglio restarlo. perché è bellissimo svegliarsi e passare per il parchetto retrò, attraversare una strada trafficata, aspettare insieme un autobus e salutarti sul binario di un treno fiscale e odioso. è molto romantico il bacio prima della partenza, ma continuo a preferire quello prima di dormire. assieme.
sono arrabbiata perché la strada è ancora troppo lunga, e vedo davanti un inverno lungo e freddo, e vedo anche l'ingiustizia clandestinamente allegata a quest'immagine.

dovrei essere felice e basta. se ragiono lo sono. se respiro lo sono.
lo sono.

devo dirlo? sono inquieta. irrequieta. penso, ragiono, analizzo, studio.
e nel tempo libero mi imparanoio gratuitamente.
poi ti vedo. basta un istante.
sorrido, respiro ancora, sorrido ancora.
speriamo di non ricascarci.

sorci di merda, pesci di merda, modenesi di merda.
per me che ho sempre combattuto nemici reali, averne di immaginari è una passeggiata di salute. che se ne va.

che post del cazzo.

ombreggiato da pru alle 16:56 di 25/09/2006
Cos'hai da farti perdonare?
Confessa, forza.

E' forse per i troiai che combini la sera con Nedo e che temi non rimangano impuniti ancora a lungo?
O magari è perché la mattina lasci sempre che la porta a vetri sbatta quando esci?
Forse è per quella volta che ti ho stirato la giacca invocando santi e cherubini, anche se non proprio in aiuto?
Secondo me è perché dimentichi sempre le chiavi di casa, sì, dev'essere così.
Anzi, sai cosa? E' per non avermi ancora ricomprato gli Honey Ciuffy,

Sì, è senz'altro per questo.

Ti presenti a casa, suoni (e le chiavi, Simo?) e nascondi un braccio dietro la schiena, mentre ti saltello incontro e ti bacio. e ti bacio. e ti bacio. ma il braccio da lì non si muove.

Uhm.. Che cos'hai lì, Simo?
Dai, dai, dai, dai, uff, dai!!!



"Ma come sei?"
"Felice da otto mesi".
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ombreggiato da pru alle 16:46 di 19/09/2006
Ottimismo, Pru.

Forza, Pru.

Studia, Pru.

Resisti, Pru.

(piastrati i capelli, Pru).


Ma che cazzo. ricomincia la routine ferrarese. sgradevole, faticosa, frustrante.
piacevole ritrovare le mie amicizie più care, riscoprirle in una dimensione nuova. tremende le serate, in cui studio e programmazione televisiva si dimostrano (in)efficaci palliativi.

manca l'aria. apro le finestre (due) della mia camera, e fuori trovo la città sbagliata.
stasera torno in quella giusta. poche ore, insperate.

ferrara mi toglie le forze.
firenze mi dona respiro.

(si è capito, Pru.

piantala, Pru.)

mentre il count-down procede, gocciolano via poco a poco giorni dalla coppa dei mesi, ogni tanto frenesia e microesplosioni di impazienza.

c'ho la fregola.
(non sembra, ma la citazione è colta.)

a settimane si ricomincia con le prove, collezione 2007. e si dipana la matassa delle decisioni, sempre più semplici.

(devi scegliere i Testimoni, Pru.)


Come stai, Pru?


sono felice (ma dai?), sono impaziente, sono irrequieta (ma dai?) ma solo a momenti.

only this moment. lo aspetto come il più importante, questo momento. poche ore. qualche camion sulla firenze bologna, e poi.

e poi finalmente.

le vent nous portera.

(Finito, Pru?)

(ora no.)

Ti amo,

Pru.

(ora sì.)
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