Passo leggero col sole nuovo delle giornate più lunghe.
mano sinistra, una busta di plastica al cui interno un gomitolo di lana verde, ferri n.5 e due scatole di cibo per gatti.
mano destra, una piantina di rose mignon.
l'attesa di un ritorno passata a sferruzzare, non so ancora cosa. forse una coperta che finirò per i 18 anni dell'Erede.
(ti hanno pure fatto gli auguri stamattina. facciamoli fruttare, no?)

questo il ritorno a casa. una primavera ufficializzata e sicuramente felice. stressatissima, non c'è dubbi. comincio a capire a cosa serva la luna di miele. pensavo solo ad altri motivi puramente edonistici. e invece no. anche, ma non solo.
ché dopo questo tour de force una vacanza ce la meritiamo.
settimana devastante, quella passata. completata dalla fuga notturna del nostro adorato troiaio a quattro zampe che (si è poi scoperto) è rimasta tre giorni nel giardino vicino senza battere ciglio ai numerosi richiami. cartelli imploranti in tutta la zona, nuove amicizie con tutto il vicinato.
ma l'abbiamo trovata. e ora passa il tempo sulla scrivania a socializzare con la nostra nuova piantina di rose (le mie prime rose). l'abbiamo chiamata Pru. ma NON come me.
fine settimana trentino, con seconda prova d'abito (sono entusiasta e saltellante, ma non voglio parlarne).
finalmente stiamo bene.
finalmente a casa.

on air: Insieme - Daniele Silvestri
Ho i brividi
al pensiero di quello che vorrei scrivere.
Credevo che oggi avrei ombreggiato i giorni passati, che avrei accennato alla cena di venerdì alla Villa per provare il menù, che avrei postato qualche foto dei due giorni di mare, che magari avrei ammiccato agli alberi che abbiamo dipinto ieri sera.
E invece, e invece.
rimettevo in ordine. l'hard disk, mica la camera. le rivelazioni mi arrivano sempre in questi momenti. dopo aver sistemato la cartella "Lory e troiai", sono andata a sbirciare la cartella "vecchio pc Pru". "Mail".
Eureka.
ciò di cui avevo bisogno.
in questo strambo corso prematrimoniale ci è stato consigliato un libro che sostiene di parlare d'amore e a tradimento ti parla di fallimenti. e tradimenti. come se avessimo bisogno di sentirci dire da qualcun altro che un rapporto può fallire, noi che comunque i nostri fallimenti li abbiamo affrontati, e proprio per questo sappiamo riconoscere quando qualcosa, per contro, funziona.
Eppure
(e pure)
qualcuno ha sentito o sente il bisogno di metterci in guardia. di dire che il matrimonio è una cosa seria. che un matrimonio su due finisce in parcelle agli avvocati. che i mariti e le mogli tradiscono. (i germani reali, invece, parrebbe di no). sembra che tutti (molti) sentano il bisogno di avvisare, (s)consigliare, pontificare, suggerire, puntualizzare.
E poi.
la parte burocratico-organizzativa di un matrimonio. un bel gioco, divertente. che va fermato nel momento in cui la chiusura da apporre al sacchetto dei confetti diventa un problema.
Non Mi Interessa.
se non come -appunto- parte di un bel gioco.
la cosa meravigliosa (proprio, da meraviglia) del nostro amore l'ho ritrovata in una sperduta cartella del pc, la ritrovo ogni mattino sul cuscino accanto al mio.
"Esiste la metà di ognuno di noi al mondo. Lo so, è una corsa col fiatone, ma sento di averla trovata in poche ore...
Sento una musica che viene da dentro e parla di me di te di tutto quello che c'è e conta.
E la neve a breve che scende, tutto mi sembra abbia un rispetto profondo per noi."
parole tue. il 28 gennaio di un anno fa, e ancora doveva succedere tutto, e tutto era già successo.
luminoso, lineare e pulito, lo ricordo.
tra noi tutto è successo per fiducia verso il mondo, che qualcosa di buono potesse davvero riservarcelo. amarti è fiducia verso la vita.
ed è la cosa più difficile, perché sono (siamo) per abitudine portati a diffidare, e ad averne ottimi motivi.
un umore crepuscolare (più mio che tuo, a dire il vero) di cui sei antidoto.
l'unica raccomandazione è di tenere sempre a mente come e perché è cominciata. la luce e la semplicità di una scelta che è respiro e non pensiero.
Da qui, i brividi.