Primo post sul nuovo monitor.
a volerlo chiamare monitor, il nostro nuovo bambino a 32". regalo di nozze.
(e poi dicono "non sposatevi, è una cazzata." eccola, la cazzata)
Ultimo mesiversario da non sposati.
il count-down mi dice che mancano ventitré giorni, il buon senso mi dice di contarne pure ventidue, ché tanto è quasi così.
tre settimane, sarebbe a dire.
sarebbe a dire. che è vero, che in un attimo ci troveremo assonnati davanti ad un altare (anche alle 3 del pomeriggio).
giornata perfetta, preceduta da una notte perfetta (e da un anno e tre mesi perfetti).
perfetto il giretto (quattro ore di scarpinata..) da casa a Porta al Prato, angolini fintamente tipici e tipiche trattorie dal 1911 suggerite da amici commercialisti (ma pure un po' architetti).
perfetto il pomeriggio sonnacchioso e filmoso e lenzuoloso.
perfetta la serata. il concerto insperato dell'ultim'ora, con i biglietti dati dall'artista (l'Artista) in persona.
abbiamo i cd autografati, e siamo ed eravamo emozionati come ragazzini.
(meno perfetto il tragitto in bici, romantico ma doloroso -"ahia simo, le buche"-)
un concerto indescrivibile, e plurifotografato, e pluriregistrato, applausi scroscianti e ininterrotti, pelle d'oca e brividi "dalla prima nota all'ultimo applauso" (gli abbiamo scritto).
un concerto e una ricorrenza da brividi, questo 25 aprile, questo nostro bistrattato inno nazionale che in un teatro guardacaso chiamato Verdi abbiamo acoltato e cantato in piedi.
(che se per una volta non si aspettano i mondiali per fare i patriottici, non mi sembra un gran male)
grazie Orchestra della Toscana. Grazie Noa.
Grazie Radiodervish.

"se può farti piacere, oggi sono 37 anni che io e mamma stiamo insieme."
sms delle 9.57.
(ovviamente, di mio padre).
ero già sveglia da un'ora quand'è arrivato.
e già durante la nostra colazione a due parlavamo di date. della speranza che il risveglio di qui a un mese sia migliore di quello odierno.
troppo, troppo sonno.
da quando abbiamo preso a far dormire la nostra bambina a quattro zampe con noi sul suo lenzuolino, l'occhiaia del risveglio è un'amica abituale.
parlavamo di date e di attese, fra uno sbadiglio e un cucchiaino di yogurt Muller, dopo il mio ennesimo sogno di matrimoni disastrosi.
ci si scherza su, glissiamo sulle domande di conoscenti (e sconosciuti).
come ci sentiamo a un mese dal matrimonio?
(dopo la scoperta che "trenta giorni ha novembre con april giugno e settembre..")
so come mi sono sentita sul lettino dell'estetista, nei venti minuti di occhi chiusi e relax fra un massaggio e l'altro.
ho pensato "bene, ora dormo".
MA.
a ogni respiro un tuffo al cuore, è questa l'inconfessabile verità. giochiamo a fare quelli posati e tranquilli, con la situazione in pugno e l'agenda fitta di appuntamenti, scadenziari viventi. ma fremiamo come bambini in attesa del Natale.
"Come vi sentite?"
"Non vediamo l'ora".
suona banale, suona ovvio.
Suona vero.