AndTheNightsBefore
ombreggiato da pru alle 12:35 di 31/07/2007
week-end genitoriale, fatto di cucine da ordinare e una valanga di suppellettili e accessori di cui avremo bisogno (lo ammetto, io all'anticalcare per i rubinetti non ci avevo pensato).
tre giorni trentini per scoprire che tutto il mondo è paese, e se non era caldo proprio come a Firenze, non si poteva tuttavia affermare si stesse BENE.
tuttavia.
scampate le crisi isteriche in presenza dell'arredatore dopo sei ore di progettazione per una cucina
scampata l'iperattività che temevamo avrebbe spinto i miei a farci girare per tutto il nordest (ma anche il nordovest) alla ricerca di mobilia e accessori
scampata la rissa a Casalecchio di Reno (BO) di ritorno dalla terra dei canederli
(ci eravamo fermati all'IKEA per prendere un mobilino in ferro battuto che qui a Firenze non si trova -trovando conferma anche in questo caso che tutto il mondo è paese, ma non tutte le ikee sono uguali, e quella di Bologna è più brutta- e siamo passati dall'Unieuro per cose noiose, che non ho voglia di raccontare, e per motivi noiosi, che non ho voglia di raccontare, abbiamo sfiorato l'alterco)
non sono riuscita a scampare alle temutissime analisi del sangue.
odio che mi si buchino le braccia, per un sacco di buoni motivi.
non mi trovano mai le vene
bisogna svegliarsi prestissimo
fa male
ne ho fatta un'abbuffata, di prelievi e iniezioni, un anno e mezzo fa, che mi basterebbe per i prossimi 5 anni
e perché poi rimango rincoglionita e inabile per una giornata intera.
scampata a questo, e sopravvisuta a quello, rieccomi a casa.
accolta, ammettiamolo, da una piacevolissima sorpresa:
il vicino ieri sera non puzzava.
nel pomeriggio sì,
ma ieri sera, miracolosamente, no.
e allora ho ritrovato fiducia nel prossimo e nel futuro, ché davvero tutto può succedere.
cominciando da oggi. fra pochi minuti si ritorna nella casina nuova, e avrò conferma (o smentita) a questa nuova speranza.
incrocio le dita.
ombreggiato da pru alle 19:55 di 27/07/2007
conversazione telefonica con la nonna quasiottantenne
"nonna, abbiamo comprato casa!"
"oh, quanto sono felice! e sei già lì?"
"sì, aspetto che ci consegnino la lavatrice, e intanto pulisco tutto"
"ah, ma allora sai farle, le faccende di casa!"
"..."
colpa dell'impietosa genitrice, per la quale sono rimasta alla garrula età dei tredicianni (ma a diciotto non era molto diverso) in cui in casa non facevo nulla. secondo mia madre negli anni ferraresi la casa si puliva da sola per disperazione quando raggiungeva il punto di non ritorno.
e invece no.
il mio nuovo bagno brilla, scintilla, abbaglia.
il marito a stento lo riconosceva, rientrandoci.
ho fatto amicizia coi sanitari e li chiamo per nome, e di tutti so pure con che voto si sono diplomati alla maturità e di che giorno cade l'onomastico.
mi ci sono affezionata, quasi.
a LUI, invece, non riesco ad affezionarmici.
è invadente, insistente, onnipresente, inallontanabile.
LUI.
l'odore del nostro vicino
("salve, siamo i suoi nuovi vicini!", dico sorridente e affabile all'uomo in canottiera e panzone (e fetido e fetente) che si affaccia sul pianerottolo comune mentre accolgo il marito che accompagna la suocera a vedere il nostro nuovo nido.
"mi dovete centoeuro ciascuno, voi e i vicini dell'altro appartamento. per l'acqua. i muratori l'hanno presa da me in questi mesi".
"..")
l'odore di quest'incontro m'è rimasto dentro, come i profumi dell'infazia, talco e camomilla allora, puzzo d'uomomorto oggi.
nei 100 eurI di spesa odierna, una buona percentuale era rappresentata da assorbiodori, deodoranti e spray oust (che non copre gli odori, li elimina! -speriamo-) che abbiamo tutti e subito messo al lavoro.
(il marito ogni tanto apre l'uscio di casa, allunga fuori il braccio e spruzza una fresca ventata di oust. ovvediamo!)
insomma. la nostra casina è bellissima. il palazzo è bellissimo. le scale, tutte, sono bellissime.
il vicino puzza.
ma a tutto c'è rimedio.
vero..?
ombreggiato da pru alle 13:34 di 25/07/2007
vabbè, non termino il poco originale gioco di parole, tanto s'è capito.
è ufficiale.
abbiamo casa.
nostra.
tempo di togliersi gli abiti ammodo (ché dal notaio mica potevamo andarci con la maglietta di Damien Rice), mettersi quelli da lavoro, caricare la macchina di secchi (con che cuore dire a mio padre che il secchio del mocio l'avevamo già comprato?) e scope
e via.
Casa.
i genitori sono impazienti di alcolizzarsi per festeggiare il lieto acquisto, noi siamo impazienti e basta.
ci conosciamo da un anno e mezzo preciso, oggi.
dopo un anno e mezzo, strette di mano e sorrisi e firme, e chiavi in mano.
il 25 ci porta decisamente bene.
ombreggiato da pru alle 11:34 di 25/07/2007
Ci siamo.