AndTheNightsBefore
ombreggiato da pru alle 22:58 di 17/06/2008
oggi sono tecnicamente incazzosa.
la differenza fra la pru odierna e quella di qualche anno fa è che quest'ultima avrebbe cercato (e indubbiamente trovato) valide ragioni per scatenare la furia distruttrice su qualche (colpevolissimo) malcapitato.
quella di oggi, invece, constata il suo stato, lo prende come una fastidiosa influenza passeggera e cerca sollievo in una cura sperimentale a base di shopping (con scarsi risultati) o nella visione compulsiva del VIllaggio di Hello Kitty. funziona, chetelodicoaffare.
ah. allevi è veramente altissimo. ma non suona dal vivo. secondo me allevi è un fake di se stesso.
ah secondo. chiunque non abbia ancora visto My Blueberry Nights del buon Kar Wai lo recuperi subito, se si vuole almeno un po' di bene.
(ah. dice che sono intellettuale e individualista. Jung, intendo)
ombreggiato da pru alle 21:12 di 06/06/2008
mia nonna mi ha lasciato un'eredità e non lo sapevo.
credevo che di lei mi fossero state tramandate le mani, che tutti mi dicono essere uguali alle sue, una certa somiglianza nel viso e nel carattere, e il nome (pesante fardello negli anni giovanili, gioiello di famiglia oggi).
ciò che più mi sbalordiva di mia nonna era la capacità di far crescere e fiorire qualsiasi tipo di pianta.
lei raccoglieva un paio di bacche ai giardini, le piantava, e ne ricavava siepi affollatissime. staccava un rametto da un rosaio, e ne nasceva un altro meglio di quello originale.
per mia nonna i fiori si innamoravano fra loro, e ne nascevano fiorellini con i colori mischiati, screziati.
mio padre ha raccolto l'arduo compito dopo mia nonna, aiutato da mia madre. a mio padre piacciono le cose strambe, quindi oltre alla tradizione delle rose, che mia nonna amava quanto i figli e poco meno dei nipoti, ha sperimentato il Dono con zucche ornamentali e alberi che danno pesche, albicocche e papaya (tipo) dallo stesso unico tronco. e ogni volta che torno a trovarli, dopo aver salutato loro e micè, devo fare il consueto giro per il giardino in cui mio padre mi mostra e fa salutare i nuovi fiori.
ho sviluppato così una certa simpatia nei confronti di ciò che cresce e fiorisce dalla terra.
una simpatia non contraccambiata.
non riesco neanche a far sopravvivere l'erba gatta.
ho l'abitudine di adottare piantine spelacchiate nei supermercati. vedo questi vasetti di rose lillipuziane (così si chiamano), e le prendo con me.
ne ho sterminate a decine, in realtà, e non solo rose. ricordo ancora il povero geranio Gervaso, che venne a stare da me quando mi trasferii a Ferrara. un geranio alto circa un metro, florido e spavaldo. ne restituii ai miei le spoglie mortali ridotte a due rametti secchi secchi con un'ultima foglia verde.
per gli animi più sensibili ci tengo a precisare che i miei riuscirono a resuscitarlo e tuttora Gervaso gode di ottima salute in terra trentina.
giusto da bambina ero riuscita a far crescere una piantina di menta rubata dal giardino della mia scuola elementare. invase buona parte del balcone. ma forse mia nonna la curava di nascosto, ho sempre sospettato.
pensavo quindi che il Dono, questo piccolo miracolo che mia nonna prima e mio padre poi sono sempre riusciti a compiere, non mi riguardasse.
in questi giorni mi sto convincendo del contrario.
stavo vedendo spegnersi piano piano l'ennensima rosa lillipuziana, quando mio padre mi ha regalato alcuni dei segreti di famiglia per far prosperare le rose.
li ho messi in pratica, con un certo scetticismo, su questa povera pianta ridotta a una decina di foglie secche e tre fiorellini incartapecoriti.
da una settimana è tutta un generarsi di germogli e una rosa, l'unica superstite, è sempre lì, che sembra quasi finta, ma lo giuro, è vera.
forse ho davvero le mani di mia nonna, pollice verde compreso.
credevo di essere in grado solo di essiccare egregiamente, rendendoli eterni e immutabili ma sterili, fiori di ogni tipo.
scopro, ora che sono (forse) diventata grande, di saper anche farli crescere.
e mi rendo conto che non vale solo per le piante.
c'è chi è destinato a seguire il vento del Nord quando comincia a soffiare, e chi a stabilirsi in un posto e farvi crescere rose.
ombreggiato da pru alle 18:53 di 03/06/2008
non ho mai amato elemosinare attenzioni.
non ho mai accettato carenze d'affetto.
e non sono mai cambiata.
detto questo.
il progetto è definito.
devo "solo" metterlo in bella, e due settimane mi separano dalla consegna.
e se la norvegese di casa la smettesse di dormire sul plastico 1:500 gliene sarei pure grata.
e tu hai sempre ragione.
e ti amo per questo.
(e per tutto il resto)
bah, che troiaio di post.
boomp3.com