Età: ventisei anni Data di Nascita: 7 Maggio 1983 Professione: Architetto Wannabe Città: Firenze
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oggi pomeriggio in palestra (sì, vado in palestra Fra, oggi ne hai avuto conferma) tra i vari pensieri con cui mi intrattenevo, durante l'ascolto dei Girls in Hawaii:
gli omaccioni canottierati dovrebbero fare la cortesia di lavarsi e mettersi un deodorante (stick o crema sarebbe meglio) anche PRIMA di esibirsi nelle loro maschie attività ginniche.
è tutta una questione di autostima. la palestra, intendo. ecco perché quei due minuti spesi per mettere un mascara waterproof non sono buttati via. lo fai per te. non certo per l'omaccione in canottiera (e pelo invernale. hai visto mai, i colpi d'aria..)
dall'uomo qualunque all'uomo qualcuno, dice Caparezza. all'uomo nessuno, aggiungo io, da perfetta rappresentante di cittadina italiana NON rappresentata in parlamento. (la situazione politica italiana mi fa vivere male. ma MALE, proprio)
ma tanto, se tutto va come deve andare, fra un mese e mezzo (il 26 ottobre, dice il mio amico che ha fatto la tesi sulle spade laser) scopriranno la particella di Dio. e magari potremo pure stringergli la mano e congratularci personalmente con lui. sto ovviamente parlando dell'esperimento del Cern (e del possibile buco nero che ne seguirà. io ci penso e mi viene l'ansia). mi suonavano nelle orecchie, chissà perché, i titoli di testa della Guida Galattica per Autostoppisti.
possessiva, gelosa, esigente ed esclusivista.
ma oggi, ferma a un semaforo, ho avuto una rivelazione che ha sconcertato anche me.
odiare chi prima di noi ha amato chi amiamo, soprattutto se gli ha causato dolore (e chi non ne causa?), ha un senso (atavico e profondo).
ma ho scoperto di provare stima per chi ha sofferto amando chi io amo. perché so che ne vale la pena.
fermo restando che ci sono persone a cui spezzerei le gambe, ne avessi l'occasione.
con molta stima, si intende.
mi è rimasto appiccicato alla pelle, Vincenzo Malinconico. me l'ha presentato la Profe, che non ringrazierò mai abbastanza. ma non sta bene quando hai un uomo appiccicato alla pelle e magari hai anche la pretesa, guarda un po', di parlarne a tuo marito. e che quello condivida, pure. e, perché no, approvi.
mi hai messa nei guai, e ora posso solo aspettare che anche lui (l'amorevolemarito, n.d.P.) faccia la conoscenza del nostro comune amico. e a dirla tutta, la cosa non mi sembra particolarmente promiscua.
(per dire che ho letto "Non avevo capito niente" di Diego De SIlva, e ne sono rimasta soggiogata).
ascoltare i giardini di mirò mentre si torna a casa dopo aver visto Kung-Fu Panda (essì, proprio) apre la mente a pensieri grandi come il cielo di settembre.
poi, una volta a casa, l'applicazione del tappeto di gomma con le ventosine sul piatto doccia li spazza via tutti. o quasi.
rimane la consapevolezza di aver comprato il tappetino sbagliato (non l'abbiamo la doccia angolare, anche se il mio inconscio, al momento dell'acquisto, doveva esserne parecchio convinto).
e la smania dicotomica di volere allo stesso tempo scrollarsi di dosso la malinconia del mese più tagliente e tenerselo stampato come una seconda pelle, dimenticando l'estate.
i giardini di mirò, insomma.
voglio vedere tutte le persone che in questo mese di silenzio rigeneratore ho lasciato ad attendermi alla porta.
compreso il professore di storia dell'architettura.