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AndTheNightsBefore
ombreggiato da pru alle 18:26 di 10/02/2009
    Io non vorrei crepare
senza aver visto *almeno* i cani messicani neri
che senza sognare dormono a ciel sereno;
senza aver conosciuto ai tropici le voraci
scimmie divoratrici (le scimmie a culo nudo).
O anche i ragni argentati dai serici nidi felici
di spruzzi traforati.

No, non vorrei crepare ignorando se la presunta
monetina che spunta sotto la faccia della luna
stia a nascondere una seconda faccia a punta.
Se - dopo gran riflessioni - il sole e' freddo.
Se le famose quattro stagioni
son proprio quattro e non tre.
Senza aver passeggiato per il corso in vestaglia
guardando fissa la marmaglia dei guardoni.
Senza aver ficcato i miei *coglioni*
in ogni posto vietato.

Io non vorrei finire senza sapere la lebbra
(beh, si fa per dire)
o almeno la febbre dei sette mali che
piu' o meno certamente si acchiappano laggiu':
resterei indifferente al bene e al male
purche' di tutta questa vasta delizia
l'assoluta primizia
fosse riservata a me.

E poi non basta, c'e' tutto cio' che conosco,
che ho imparato ad amare: il fondo verde bosco
del mare dove le alghe sottili gareggiano nel
disegnare onde di walzer sugli arenili.
E ancora la terra, che a giugno crepita e sbotta
di odori, e le conifere, e un semplice pugno d'erba...

... e i baci di quella ! Si, insomma quella, signori.
Ursula.
Ursulotta. La piu' bella orsacchiotta
fra tutte le orse maggiori.
Quella per la quale proprio non vorrei crepare
senza averla avuta tutta. Goderla la bocca nella bocca,
i bei seni nelle mie mani, poi con gli occhi il resto e...
Basta! Questi son fatti miei. Si, taccio.

Morire ? Non posso, come faccio ? ( come si fa ? )

Come vuoi crepare senza che ancora si siano inventate
le cose che contano: le rose eterne, le giornate di un'ora,
i monti marini e le spiagge, beh, le spiaggie montagnose.
La cuccagna finiti tutti i tormenti, i quotidiani
splendenti di colori, i bambini contenti e tutti i trucchi
ancora dormenti dentro i crani stipati di ingegneri ingegnosi,
socialisti associati, urbanisti urbanizzati e pensatori pensosi
Io non vorrei finire senza sapere la lebbra
Dio, quante cose da fare,
da intendere e volere
da contare e aspettare,
Mentre la fine gia' avanza in notti sempre piu' nere.
Striscia, con la schifosa sembianza di un rospo.
Eccola, non c'e' piu' scampo.
Gli occhi nei miei...
No, proprio no,
in non verrei crepare,
nossignori, nossignore,
non senza aver fatto conoscenza
del sapore tormentoso di cui sono geloso e goloso.
Il sapore piu' delicato che si possa sentire.
Il piu' forte.

Io non vorrei crepare.
Senza aver gustato il gusto della morte.
Boris Vian


ma io preferirei crepare, piuttosto che diventare uno strumento nelle mani e una parola nella bocca di gente così.
se volete, consideratelo il mio testamento biologico.
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ombreggiato da pru alle 22:58 di 25/01/2009
la mia vita è cambiata tre anni fa.
sotto lo sguardo distratto di corto maltese.
me ne rendo conto mentre osservo il profilo del tuo naso sulla mia spalla, la linea del tuo occhio che la guarda, assorto.
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ombreggiato da pru alle 19:54 di 16/11/2008

Sembro poco ispirata in questo caldo autunno di proteste e vino.

Forse.

 

Continuo a sognare la mia maestra delle elementari, e stanotte ho fatto un tema per lei. La traccia chiedeva di scrivere una lettera GLAMOUR (sic!), fuori pioveva, avevo le mani piene di colla stick, mi fissavo nel voler scrivere su un foglio A4 bianco in orizzontale, e dovevo disegnare le righe a matita, ma non volevo si vedessero. E passavo così delle ore, ci disegnavo anche un logo in cima, ma il tema no. E una compagna di classe (che non è mai stata in classe con me) mi comunicava di aver già scritto sei (sei) facciate, menomale, mancano ancora due ore e posso scriverne altre sei. Diceva. Bastarda.

 

Mi lamentavo, anni fa, di avere i quaderni pieni di parole, mentre tutti gli altri architetti wannabe coprivano pagine e pagine di segni, linee.

E ora non è più così. Ma sto perdendo un po’ le parole, le piego all’idea progettuale del momento.

Perdo indipendenza. Non mi piace.

 

E sì, questo post l’ho scritto con tutte le maiuscole al posto giusto. Colpa della mia maestra.

Ora le scrivo.

Una lettera GLAMOUR, ça va sans dire.

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ombreggiato da pru alle 12:21 di 25/10/2008
INTERVISTA A COSSIGA «Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei» di ANDREA CANGINI -

Presidente Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
"Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia".

Quali fatti dovrebbero seguire?
"Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito..."

Gli universitari, invece?
"Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri"

Nel senso che...
"Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano".

Anche i docenti?
"Soprattutto i docenti".

Presidente, il suo è un paradosso, no?
"Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!".

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.
"Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio".

Quale incendio?
"Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale".

E` dunque possibile che la storia si ripeta?
"Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo"

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.
"Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...".

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...
"Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente. Ieri un Pci granitico oggi Pd ectoplasma Perciò Berlusconi dev`essere prudente"

(Da "GIORNO/RESTO/NAZIONE" di giovedì 23 ottobre 2008)
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