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ombreggiato da pru alle 15:54 di 21/06/2009
uff.
proprio. uff.
a metà fra sbuffare e tirare il fiato.
ché lo sto trattenendo, fino a diventare paonazza.
scrivo a singhiozzi, esattamente come sto vivendo in queste settimane.

ci sono gli esami da dare. c'è la concentrazione da mantenere sempre alta. c'è da annullare l'emotività ed essere performanti. c'è da guardare solo avanti, e non attorno. almeno per ora.

questa sessione estiva mi sta logorando.
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ombreggiato da pru alle 23:29 di 14/02/2009
provo orrore per le situazioni danzerecce.
da piccola saltavo (con la bocca aperta, come i delfini). in fase pre-adolescenziale imitavo mio fratello maggiore, ballerino di indubbio fascino ai miei occhi post-bambineschi ma assolutamente pre-puberali.
in piena rivoluzione ormonale decisi infine che il ballo è cosa sconveniente (evito di riportare per intero il sillogismo, mi si creda sulla parola).
perfino in fase pre-matrimoniale, nel corso dei preparativi, l'ansia maggiore era dovuta ai miei che pressavano nel tentativo di persuadere me e il futuro marito a cimentarci nel grande giorno in un primo ballo per aprire le danze, noi che avremmo preferito fuggire prima del dolce per evitare l'incombenza.
ma il dolce era troppo invitante, così i suoceri ebbero la meglio.

dai quattordici anni in poi il ballo non è più affar mio, fatta eccezione per matrimoni (miei, e con uno credo di essere a posto) e concerti.

tuttavia.
ci sono momenti in cui mi rendo conto di essere vicina a un crollo nervoso, tipo dopo una serie di giornate trascorse seduta al tecnigrafo per la preparazione delle tavole per un qualche laboratorio.
mi prende all'improvviso. al trentesimo giro di playlist arriva la canzone che magari prima ascoltavo battendo il piedino, poi canticchiandola, poi cantandola a squarciagola.
ma quando la fine è prossima, tutte queste espressioni artistiche non mi bastano.
così, senza rendermene conto, mi metto a ballare.
con la porta chiusa.
da sola. sfrenatamente.
con la monografia di Álvaro Siza.

e non me ne voglia il marito (che mi ha regalato un san valentino anticonformista e memorabile).
ma ora torno a ballare i Mercanti di Liquore con Álvaro.
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Categorie del post: lui , desperate architect, marito amorevole, accidenti varii, post-adolescenziale, pru Grazie per i vostri commenti|commenti
ombreggiato da pru alle 19:54 di 16/11/2008

Sembro poco ispirata in questo caldo autunno di proteste e vino.

Forse.

 

Continuo a sognare la mia maestra delle elementari, e stanotte ho fatto un tema per lei. La traccia chiedeva di scrivere una lettera GLAMOUR (sic!), fuori pioveva, avevo le mani piene di colla stick, mi fissavo nel voler scrivere su un foglio A4 bianco in orizzontale, e dovevo disegnare le righe a matita, ma non volevo si vedessero. E passavo così delle ore, ci disegnavo anche un logo in cima, ma il tema no. E una compagna di classe (che non è mai stata in classe con me) mi comunicava di aver già scritto sei (sei) facciate, menomale, mancano ancora due ore e posso scriverne altre sei. Diceva. Bastarda.

 

Mi lamentavo, anni fa, di avere i quaderni pieni di parole, mentre tutti gli altri architetti wannabe coprivano pagine e pagine di segni, linee.

E ora non è più così. Ma sto perdendo un po’ le parole, le piego all’idea progettuale del momento.

Perdo indipendenza. Non mi piace.

 

E sì, questo post l’ho scritto con tutte le maiuscole al posto giusto. Colpa della mia maestra.

Ora le scrivo.

Una lettera GLAMOUR, ça va sans dire.

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ombreggiato da pru alle 05:13 di 07/07/2008
ho perso il conto del tempo che è passato dall'ultima volta che ho visto l'alba.

a scopo architettonico.
giuro che la prossima volta avrò motivi migliori.

domani sarà l'ultimo giorno di passione per questo esame.
ho i pensieri veloci, la testa leggera e le mani lente.
è ora di andare a dormire, prima di vanificare questa notte di lavoro con una qualche cazzata (è stato così tutte le sere),

punto.
e a capo.

(ho riascoltato tutta la terza serie delle mie casalinghe preferite. le care, vecchie abitudini di cui qualcuno ancora si stupisce. -ciao riga-)

raggiungo il marito nel sonno dei giusti, nella nosta camera dal profumo di appretto.
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