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AndTheNightsBefore
ombreggiato da pru alle 23:29 di 14/02/2009
provo orrore per le situazioni danzerecce.
da piccola saltavo (con la bocca aperta, come i delfini). in fase pre-adolescenziale imitavo mio fratello maggiore, ballerino di indubbio fascino ai miei occhi post-bambineschi ma assolutamente pre-puberali.
in piena rivoluzione ormonale decisi infine che il ballo è cosa sconveniente (evito di riportare per intero il sillogismo, mi si creda sulla parola).
perfino in fase pre-matrimoniale, nel corso dei preparativi, l'ansia maggiore era dovuta ai miei che pressavano nel tentativo di persuadere me e il futuro marito a cimentarci nel grande giorno in un primo ballo per aprire le danze, noi che avremmo preferito fuggire prima del dolce per evitare l'incombenza.
ma il dolce era troppo invitante, così i suoceri ebbero la meglio.

dai quattordici anni in poi il ballo non è più affar mio, fatta eccezione per matrimoni (miei, e con uno credo di essere a posto) e concerti.

tuttavia.
ci sono momenti in cui mi rendo conto di essere vicina a un crollo nervoso, tipo dopo una serie di giornate trascorse seduta al tecnigrafo per la preparazione delle tavole per un qualche laboratorio.
mi prende all'improvviso. al trentesimo giro di playlist arriva la canzone che magari prima ascoltavo battendo il piedino, poi canticchiandola, poi cantandola a squarciagola.
ma quando la fine è prossima, tutte queste espressioni artistiche non mi bastano.
così, senza rendermene conto, mi metto a ballare.
con la porta chiusa.
da sola. sfrenatamente.
con la monografia di Álvaro Siza.

e non me ne voglia il marito (che mi ha regalato un san valentino anticonformista e memorabile).
ma ora torno a ballare i Mercanti di Liquore con Álvaro.
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Categorie del post: lui , desperate architect, marito amorevole, accidenti varii, post-adolescenziale, pru Grazie per i vostri commenti|commenti
ombreggiato da pru alle 04:48 di 08/08/2008
latito più o meno da un mesetto.
in questo tempo mi sono allontanata dal mondo comune e ho scelto la strada di dio.
porto un rosario e un guanto da cerimonia.
invoco la lex divina, vivo di kyrie eleison, aqua benedicta e aspersio, tutti mi chiedono la benedizione e l'imposizione delle mani.
faccio esorcismi.
non solo.
in questo ritiro ho imparato a scagliare due frecce contemporaneamente, e quattro in un secondo.
ho addestrato un falco.

no, non sto scherzando.

il mio pensiero trascende, e perdo il conto dei giorni.
il mio amico è un taek-won con un buffo vestito, e spesso frequentiamo un monaco picchiatore.
ho avuto per un po' un coniglio addestrato, poi un pulcino , poi una gelatina. sono fuggiti in tempo, sennò il mio falco ora li avrebbe comunque mangiati tutti.

bevo pozioni, mangio erbe rosse e mi curo da sola.
a volte raccolgo ossa di scheletri aggirandomi per cimiteri, altre volte picchio pinguini aggressivi.

a distanza di cinque anni, Ragnarok si è nuovamente impossessato di me. e stavolta, oltre a portami dietro Fra (everybody wants kung-fu panda!), ho coinvolto anche il mio amorevolemarito. che ha così abbandonato quella roba da nerd (travian e Mu) per dedicarsi a cose più serie.
tipo questa.



(guardo l'orologio. c'era un buon motivo, se a suo tempo smisi di giocare. e ora comincio a ricordare quale.)
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Categorie del post: frivolezze, marito amorevole, troiai, ossessioni seriali Grazie per i vostri commenti|commenti (1)
ombreggiato da pru alle 12:12 di 26/05/2008



la fine di ogni viaggio insieme mi ha sempre trovata entusiasta di tornare alla vita consueta, per quanto felice fosse stata la lontananza da casa.

stavolta non sarei tornata.
al limite, avrei insegnato alle gatte a dire "Je suis Catherine Deneuve".
ombreggiato da pru alle 23:57 di 16/05/2008
comincia domani la nostra fuga a Montmarte.

ho sempre detto che mi sarebbe piaciuto tornare a parigi e fregarmene di musei e champs élysées, e rifugiarmi sulla collina del sacre-coeur.

da quando ho conosciuto Lui, ho imparato che tutti i miei sogni, prima o poi, si realizzano.
questo, a (quasi) un anno dal nostro matrimonio. il migliore di tutta la mia vita.

e ora, se l'euforia paradossa e irrefrenabile di questi giorni si placa, ci concederemo una manciata di ore di sonno prima del volo.

lo dico?
sono felice.