Età: ventisei anni Data di Nascita: 7 Maggio 1983 Professione: Architetto Wannabe Città: Firenze
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voglia di islanda.
(o di irlanda, che va bene lo stesso)
e di piedi nella neve.
(la canzone è la stessa di qualche tempo fa. e continuo a essere felice ogni volta che l'ascolto. anche quando felice lo sono già. non è cosa da poco.)
mi è rimasto appiccicato alla pelle, Vincenzo Malinconico. me l'ha presentato la Profe, che non ringrazierò mai abbastanza. ma non sta bene quando hai un uomo appiccicato alla pelle e magari hai anche la pretesa, guarda un po', di parlarne a tuo marito. e che quello condivida, pure. e, perché no, approvi.
mi hai messa nei guai, e ora posso solo aspettare che anche lui (l'amorevolemarito, n.d.P.) faccia la conoscenza del nostro comune amico. e a dirla tutta, la cosa non mi sembra particolarmente promiscua.
(per dire che ho letto "Non avevo capito niente" di Diego De SIlva, e ne sono rimasta soggiogata).
ascoltare i giardini di mirò mentre si torna a casa dopo aver visto Kung-Fu Panda (essì, proprio) apre la mente a pensieri grandi come il cielo di settembre.
poi, una volta a casa, l'applicazione del tappeto di gomma con le ventosine sul piatto doccia li spazza via tutti. o quasi.
rimane la consapevolezza di aver comprato il tappetino sbagliato (non l'abbiamo la doccia angolare, anche se il mio inconscio, al momento dell'acquisto, doveva esserne parecchio convinto).
e la smania dicotomica di volere allo stesso tempo scrollarsi di dosso la malinconia del mese più tagliente e tenerselo stampato come una seconda pelle, dimenticando l'estate.
i giardini di mirò, insomma.
voglio vedere tutte le persone che in questo mese di silenzio rigeneratore ho lasciato ad attendermi alla porta.
compreso il professore di storia dell'architettura.
latito più o meno da un mesetto.
in questo tempo mi sono allontanata dal mondo comune e ho scelto la strada di dio.
porto un rosario e un guanto da cerimonia.
invoco la lex divina, vivo di kyrie eleison, aqua benedicta e aspersio, tutti mi chiedono la benedizione e l'imposizione delle mani.
faccio esorcismi.
non solo.
in questo ritiro ho imparato a scagliare due frecce contemporaneamente, e quattro in un secondo.
ho addestrato un falco.
no, non sto scherzando.
il mio pensiero trascende, e perdo il conto dei giorni.
il mio amico è un taek-won con un buffo vestito, e spesso frequentiamo un monaco picchiatore.
ho avuto per un po' un coniglio addestrato, poi un pulcino , poi una gelatina. sono fuggiti in tempo, sennò il mio falco ora li avrebbe comunque mangiati tutti.
bevo pozioni, mangio erbe rosse e mi curo da sola.
a volte raccolgo ossa di scheletri aggirandomi per cimiteri, altre volte picchio pinguini aggressivi.
a distanza di cinque anni, Ragnarok si è nuovamente impossessato di me. e stavolta, oltre a portami dietro Fra (everybody wants kung-fu panda!), ho coinvolto anche il mio amorevolemarito. che ha così abbandonato quella roba da nerd (travian e Mu) per dedicarsi a cose più serie.
tipo questa.
(guardo l'orologio. c'era un buon motivo, se a suo tempo smisi di giocare. e ora comincio a ricordare quale.)
oggi sono tecnicamente incazzosa.
la differenza fra la pru odierna e quella di qualche anno fa è che quest'ultima avrebbe cercato (e indubbiamente trovato) valide ragioni per scatenare la furia distruttrice su qualche (colpevolissimo) malcapitato.
quella di oggi, invece, constata il suo stato, lo prende come una fastidiosa influenza passeggera e cerca sollievo in una cura sperimentale a base di shopping (con scarsi risultati) o nella visione compulsiva del VIllaggio di Hello Kitty. funziona, chetelodicoaffare.
ah. allevi è veramente altissimo. ma non suona dal vivo. secondo me allevi è un fake di se stesso.
ah secondo. chiunque non abbia ancora visto My Blueberry Nights del buon Kar Wai lo recuperi subito, se si vuole almeno un po' di bene.
(ah. dice che sono intellettuale e individualista. Jung, intendo)